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DATA MANAGEMENT & CYBERSECURITY: TENDENZE E SFIDE PER I COMUNICATORI

di Grazia Murtarelli, Assistant Professor in Strategic Communication Università IULM

 

Il crescente utilizzo e la gestione dei dati per sviluppare strategie di comunicazione definite data-driven hanno obbligato i comunicatori a porre particolare attenzione ai rischi che oggi le organizzazioni corrono proprio perché minacciate da attacchi informatici, furti, manipolazioni e frodi. 

Uno dei temi più rilevanti per la professione è infatti quello della cybersecurity, o sicurezza informatica, vale a dire l’insieme delle linee guida, tecnologie, e formazione che forniscono protezione dei dati di un’organizzazione e delle sue infrastrutture informatiche e di comunicazione digitale (Zerfass et al., 2020). 

Ho prestato particolare attenzione al dibattito sui temi di cybersecurity”. Il 56,7% dei professionisti di comunicazione italiani dichiara di porre molta attenzione alla complessa gestione dei dati e al tema della sicurezza informatica. Questo è uno dei primi dati emersi dalle recenti edizioni dell’European Communication Monitor, un’iniziativa internazionale di ricerca promossa da European Public Relations Education and Research Association (EUPRERA), da European Association of Communication Directors (EACD), in collaborazione con PRIME Research e la rivista Communication Director, di cui il Centro di Ricerca per la Comunicazione Strategica (CECOMS) dell’Università IULM è partner ufficiale. 

Emerge quindi una sempre più forte consapevolezza riguardo ai potenziali rischi legati a una crescente “datification” della vita professionale e quotidiana di organizzazioni e stakeholders. Più della metà dei professionisti italiani (53%) ha dichiarato infatti che la cybersecurity è rilevante per il lavoro quotidiano svolto all’interno del dipartimento di comunicazione in cui operano. Meno della metà, tuttavia, sottolinea quanto il tema sia centrale e oggetto di dibattito in Italia (il 47,8%). Questo dato conferma la tendenza emersa a livello europeo: la gestione sicura dei dati è un argomento discusso ampiamente in Europa occidentale e centrale, decisamente in modo meno marcato in Europea meridionale e orientale come mostra la Figura 1. 

Figura 1. Dibattito sulla sicurezza dei dati – confronto europeo

La gestione dei dati richiede quindi conoscenza e abilità nel gestire situazioni critiche sempre più frequenti. Il 47,2% dei professionisti di comunicazione italiani dichiara di aver subito attacchi informatici o furto di dati nella propria organizzazione (figura 2).

Figura 2. Frequenza di problemi relativi alla gestione e alla sicurezza dei dati

Il dato sale al 54% nel contesto europeo. Ma quanto i professionisti di comunicazione sono impegnati e coinvolti attivamente nella gestione dei problemi della sicurezza relativa ai dati? La funzione comunicazione può intervenire a due livelli: per affrontare problemi di gestione di singole iniziative; per supportare la formazione della struttura organizzativa, come mostra la Figura 3. 

Figura 3. Livello di coinvolgimento dei professionisti di comunicazione italiani nella gestione dei problemi di sicurezza dei dati

In merito ai problemi di gestione, la maggior parte dei professionisti italiani ed europei è coinvolta nella gestione della comunicazione di crisi in caso di attacchi informatici a livello dipartimentale o di agenzia (41,7% in Italia; 45,5% in Europa). Il 24% dei professionisti italiani è inoltre chiamato ad affrontare il tema della sicurezza dei dati nella comunicazione interna ( il 31,1% in Europa). Con riferimento, invece, al supporto verso la struttura organizzativa, solo il 23,5% dei professionisti italiani è coinvolto nella formazione dei dipendenti sui temi della sicurezza dei dati (il dato sale al 26% per i professionisti europei). In misura inferiore, il 13,7% dei comunicatori italiani sviluppa linee guida per la sicurezza informativa e infine solo il 13,6% supporta l’implementazione di tecnologie orientate a garantire la sicurezza dei dati. 

Un ultimo tema rilevante infine riguarda il tipo di attacchi informatici e la possibilità stimata da parte dei comunicatori italiani che tali attacchi si verifichino. I siti web compromessi e gli attacchi agli account social dell’azienda rappresentano la minaccia più riconosciuta (28,6%), seguita dal rischio che siano rubati i dati degli stakeholders organizzativi come per esempio il database dei contatti di giornalisti (23,1%), che si perdano i dati in possesso dell’azienda (22,8%), e, in ultimo, che siano compromesse le infrastrutture digitali dell’organizzazione (21,5%), come mostra la Figura 4. 

Figura 4. Tipologia di attacchi sui dati e possibilità che si verifichino

In conclusione, i professionisti di comunicazione temono che la sicurezza dei dati non sia garantita.

Sono spesso coinvolti nella gestione di tematiche e problematiche di cybersecurity, ma raramente contribuiscono a sviluppare comportamentI resilienti nelle proprie organizzazioni.
Accanto a una maggiore fiducia nei dati e negli strumenti di comunicazione digitale emerge in modo preponderante la vulnerabilità delle organizzazioni rispetto ai temi di sicurezza, gestione e furto dei dati e data privacy soprattutto in Italia e nei paesi dell’Europa meridionale.

E di questo i professionisti di comunicazione sono consapevoli.

La nuova sfida per i comunicatori diventa quindi quella di stimolare il proprio top management nel riconoscere il ruolo strategico della comunicazione per la gestione di queste tematiche, con particolare riguardo alla formazione interna, alla creazione di una cultura dei dati che può aiutare l’organizzazione a prevenire ed evitare potenziali criticità.

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