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COPASIR PER LA SICUREZZA DI RETI E DATI

Intervista ad Adolfo Urso, Presidente Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) a cura di Salvatore Cafà 

 

Sul tema della cybersecurity, un ruolo di primo piano è giocato dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Ricordando che il Copasir è l’organo deputato alla verifica del corretto svolgimento delle attività di intelligence, come si inserisce la sua azione in questo ambito?

Uno degli aspetti di maggiore riflessione all’interno del Comitato è stato costituito dal rapporto tra la nuova disciplina introdotta dal decreto legge n. 82 del 2021 che ha istituito l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e il quadro di riferimento dettato dalla legge n. 124 del 2007.

Se, infatti, il citato decreto-legge non ha operato modifiche che sono intervenute direttamente nella legge n. 124, è però innegabile che sussiste una interconnessione determinata dal fatto che la sicurezza cibernetica rientra nell’area che copre la sicurezza nazionale. 

L’esigenza di colmare il ritardo del nostro ordinamento rispetto a quelli esteri maggiormente evoluti e di regolare le possibili implicazioni legate a un processo di digitalizzazione in questo settore – divenuto incalzante e rapido, anche a seguito della fase di pandemia – ha sollecitato il Governo a intervenire sull’assetto normativo tramite norme di rango primario. 

Si è posto quindi in risalto il rischio di una possibile confusione nel sistema della governance poiché all’Autorità delegata non sono più attribuite funzioni esclusivamente nell’ambito dell’intelligence, ma sulla base dell’articolo 3, comma 1, alla stessa Autorità il Presidente del Consiglio può delegare le funzioni in materia di cybersicurezza che non sono ad esso attribuite in via esclusiva.

Al fine di scongiurare sovrapposizioni, il confronto avuto con la stessa Autorità delegata, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao e il Direttore della stessa Agenzia, Professor Roberto Baldoni, ha evidenziato che il coordinamento tra il settore dell’intelligence e l’Agenzia risulterà fondamentale, nel rispetto dei propri perimetri operativi: all’ACN compete la previsione, la prevenzione e mitigazione degli attacchi cibernetici, mentre gli interventi di reazione e di contrasto agli stessi sono demandati agli apparati di intelligence. Si determinerebbe in questo modo un vero e proprio gioco di squadra che vede la cooperazione dei suoi diversi componenti.

 

In una società che corre veloce verso la digitalizzazione, è fondamentale preservare sistemi e infrastrutture informatiche affinché tutte le attività possano svolgersi correttamente e in sicurezza. Entrando nel dettaglio, quali sono le misure che il Copasir mette in atto per garantire la sicurezza in rete?

Nella prima parte della legislatura in corso è stata approvata, nella seduta dell’11 dicembre 2019, la relazione sulle politiche e gli strumenti per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica.

Le valutazioni e le osservazioni emerse nel predetto approfondimento conoscitivo hanno trovato successiva conferma, nella consapevolezza che il ruolo strategico e ormai irrinunciabile delle reti di telecomunicazione più avanzate (5G) come anche delle infrastrutture di nuova generazione esige una difesa costante rispetto a insidie e minacce che rischiano di esporre tali presidi a una vulnerabilità accentuata. In tal senso, anche grazie al costante impulso del Comitato, i necessari sistemi di protezione hanno negli ultimi anni acquisito un significativo potenziamento: l’aggiornamento della cornice normativa e la nuova architettura nazionale, a salvaguardia delle infrastrutture critiche, materiali e immateriali, hanno condotto finalmente all’istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che sta consentendo al nostro Paese di ridurre un divario non più sostenibile in questo delicato settore. 

Nella relazione il Comitato aveva già altresì suggerito di valutare l’ipotesi, ove necessario per tutelare la sicurezza nazionale, di escludere le aziende cinesi dall’attività di fornitura di tecnologie per le reti 5G. 

Del resto, la portata estremamente invasiva e pervasiva delle minacce di natura cibernetica, la pluralità delle possibili fonti di aggressione e di indebita interferenza – soggetti privati, attori statuali – la stessa eterogeneità degli attacchi o dei possibili incidenti rappresentano tutti insieme fattori di estrema preoccupazione che richiedono un quadro protettivo e di massima resilienza che, per l’intrinseca natura dei mezzi e degli strumenti impiegati, impone adattamenti e affinamenti continui. 

È altresì indubbio che l’indebolimento delle reti e della sicurezza cibernetica si configura come altamente serio quando sono esposti i dati personali o quando è insidiato lo stesso tessuto economico, industriale e finanziario. 

Sotto questo versante, anche l’argine costituito dall’esercizio dei poteri speciali da parte del Governo (il cosiddetto golden power) è stato sistematicamente monitorato nel corso dell’attività del Comitato.

Infine, la sicurezza cibernetica nazionale passa anche attraverso la realizzazione di un cloud nazionale, elemento centrale per il PSN, e di una politica sui cavi sottomarini che abbia come snodo centrale la tutela dell’interesse nazionale e della sicurezza dei dati e delle informazioni sensibili. 

 

Nel conflitto tra Russia e Ucraina, numerosi sono stati i cyber-attacchi ai sistemi informatici di diversi Paesi. Il 4 maggio, il Copasir ha avviato un’indagine conoscitiva ‘sulle forme di disinformazione e di ingerenza straniere, anche con riferimento alle minacce ibride e di natura cibernetica’. Quali sono le azioni che il Comitato ha messo in campo per monitorare la situazione scongiurare il pericolo di attacchi al sistema informatico nazionale?

Il Copasir si occupa della difesa del Perimetro della sicurezza nazionale, secondo quanto disposto dalla legge istitutiva 124 del 2007. Lo fa attraverso audizioni, in larga parte secretate, e tramite le relazioni al Parlamento. Che sono state sempre votate all’unanimità, e che una volta licenziate, vengono trasmesse alle Camere e diventano pubbliche. Uno degli elementi centrali del PSN, è certamente la capacità di reazione alla cosiddetta “guerra ibrida”, che si combatte anche con la disinformazione. Va specificato che tutta l’attività del Copasir è tesa a garantire la massima trasparenza in un settore che, a differenza di quanto avviene nei regimi autocratici, è un presidio di libertà nelle democrazie occidentali. 

Dunque, l’indagine conoscitiva ha lo scopo di garantire a tutti la piena consapevolezza delle fonti, visto che oggi con l’uso di bot e profili fake e con la tecnologia VPN è particolarmente facile mettere in circolazione e veicolare notizie che distorcono la realtà dei fatti. E che possono condizionare il corretto svolgimento del confronto democratico, specie in fasi delicate come quelle pre elettorali. 

L’Europa, già nel 2016 e successivamente nel 2021, si è dotata di appositi strumenti per far fronte alla disinformazione, che sia di natura criminale, terroristica o statuale, e alcuni Paesi come Francia e Inghilterra hanno provveduto di conseguenza. L’Italia, anche in questo campo, deve colmare un ritardo. Come sempre, daremo le indicazioni al decisore politico sottoponendo le nostre riflessioni alla sensibilità e al giudizio del governo e delle forze politiche che siedono in Parlamento. 

 

Il contesto digitale è in continua e rapida evoluzione, così come anche le minacce e i pericoli che possono essere presenti al suo interno. Per riuscire a individuarli e intercettarli, è necessaria quindi una profonda conoscenza del funzionamento della sfera cibernetica e un aggiornamento costante. Quali sono i programmi che il Comitato applica per garantire una formazione continua ai suoi componenti?

Il Copasir è una Commissione bicamerale, con compiti di indirizzo, controllo e vigilanza. Ed è composto da cinque Senatori e da cinque Deputati della Repubblica. Per la sua funzione, la presidenza del suddetto organismo spetta per legge all’opposizione. I parlamentari che compongono il Copasir, possono avvalersi del supporto degli uffici e dei funzionari per l’analisi delle questioni che presentino profili di rilevante pertinenza tecnica, e per l’approfondimento delle tematiche che vengono poi affrontate in sede di audizione, e sintetizzate nella relazione annuale e in quelle tematiche trasmesse al Parlamento.

 

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