Art maurizio costanzo

E’ UNA QUESTIONE DI INTELLIGENZA E DI ESPERIENZA

Intervista a Maurizio Costanzo

a cura di Sofia Cutrone

Le fake news sono notizie che trasmettono un messaggio falso, ma che si vuole sembri vero. La domanda più immediata è: perchè? Perchè sono create e perchè si sceglie di crederci?

Sono create in genere per propria utilità. Si sceglie di credere alle medesime perché in qualche modo ci si disinnamora della realtà e si cerca altro altrove.

 

Da protagonista della televisione italiana, della sua evoluzione e osservatore della società e del suo racconto, riesce a identificare alcuni momenti in cui le fake news hanno avuto maggiore diffusione? Che elementi hanno in comune queste fasi della storia italiana?

Le fake news hanno accesso anche in televisione in due circostanze. La prima, facciamo l’esempio del Presidente della Repubblica, le fake news annunciano una serie d’incontri che forse sono avvenuti oppure no. O anche, sempre in televisione, quando gli autori di un programma vogliono “scaldare” l’ascolto.

 

Quando leggiamo una notizia, decidiamo di fidarci, basandoci sulla credibilità della fonte che la diffonde. Il 74,5% degli italiani pensa che la televisione sia molto o abbastanza affidabile, mentre solo il 34,3% giudica affidabili i social network. Tuttavia, un numero in crescita di italiani si informa utilizzando internet. Come interagiscono questi due mondi dell’informazione? Quali responsabilità ha la televisione nei confronti della diffusione di fake news che provengono anche dal web?

Farei un distinguo: una cosa è la televisione, un’altra è il web. A mio parere c’è più fiducia nella televisione che nelle notizie, vere o false, che nascono sul web.

 

Che strumenti possiamo utilizzare per riconoscere in modo immediato una fake news?

La nostra intelligenza e un pò di esperienza.

 

Ricorda una particolare fake news con la quale ha avuto a che fare e come si è comportato in merito?

Sinceramente no. Ho una certa età e la memoria non sempre mi assiste.

 

Che strumenti possiamo utilizzar La pandemia ha evidenziato la necessità di diffondere notizie assolutamente veritiere in un momento critico per la salute di tutti. Allo stesso tempo, le fake news vengono diffuse anche in reazione alla pretesa di una verità indipendente, liberata dalla soggezione della televisione e dall’informazione mainstream. Tuttavia, non esiste un “ente certificatore” della verità e il dialogo non pare un’opzione, così come il compromesso. Come si supera questo empasse? Che lezione si potrà trarre dall’ondata di fake news legate al COVID-19?

Le fake news legate al COVID-19 sono una cosa seria. Il problema s’inquina quando i No Vax s’impadroniscono di
cose dette da un virologo in televisione: contestano il detto e nasce una fake news.

 

La diffusione delle fake news è sempre più chiara nel mondo della politica e comincia ad evidenziarsi anche nel business dove le fake news rischiano di vanificare il lavoro di anni delle aziende verso la costruzione di una reputazione solida. Quali meccanismi protettivi si possono mettere in atto e come si può arginare il fenomeno?

Per arginare questo fenomeno bisogna da una parte affidarsi alla decenza e alla cultura degli altri e un po’ insegnare, forse fin dal liceo, che non tutto quello che si dice è vero, ma purtroppo si dice.

 

Quale futuro immagina per l’informazione e quali i suoi principali protagonisti?

Finché ci sarà il mondo, finché ci saranno le televisioni, finché gli uomini e le donne vivranno la loro vita, le notizie ci saranno sempre e vedrete che le fake news saranno sempre più marginali.

 

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin